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Il Comparaggio - Ultima lezione all'Univ. Pop. Castelfranco Veneto

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Ultimo aggiornamento Giovedì 20 Gennaio 2011 11:17 Scritto da Administrator Sabato 07 Luglio 2007 10:54

Martedì 7 dicembre si è tenuto l'ultimo incontro, dei cinque seminari previsti quest'anno e abbiamo preso in considerazione il "comparaggio" ovvero i medoti che usano le case farmaceutiche per "premiare" i medici che prescrivono i loro farmaci. E' intgervenuta la dott.ssa Lella Fassina, ex informatrice scientifica, che ha avuto il coraggio di denunciare la casa farmaceutica per cui lavorava e portarla in tribunale.

 

Comunicazione e Relazione

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 26 Gennaio 2011 12:33 Scritto da Administrator Sabato 07 Luglio 2007 10:54

 

Nella Pragmatica della Comunicazione Umana di Paul Watzlawick sono enunciati gli “assiomi della comunicazione” che hanno cambiato radicalmente il nostro approccio alla comunicazione come relazione tra individui.

L’osservazione della comunicazione umana (e per comunicazione non intendiamo solo quella verbale ma soprattutto quella non verbale, come la prossemica, la fisiognomica ecc.) ci permette di capirne il comportamento e quindi la sua stessa psiche . “È impossibile non comunicare” come recita il primo assioma della comunicazione della Scuola di Palo Alto, qualsiasi interazione umana è una forma di comunicazione. Qualunque atteggiamento assunto da un individuo,  diventa immediatamente portatore di significato per gli altri.

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La Comunicazione dei nuovi media – Capire per non essere un numero!

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 29 Dicembre 2010 18:55 Scritto da Administrator Venerdì 20 Agosto 2004 11:11

Passiamo molto tempo davanti alla televisione e siamo talmente abituati al “format” televisivo che non riusciamo nemmeno più a capire quale tipo di messaggio vogliono che cogliamo. Che cosa vogliono dirci? Ed è quello che pensiamo anche noi? “Trucchi” e “trucchetti” televisivi di vario tipo ci inducono a non-pensare o a pensare come vogliono loro. La pubblicità usa mezzi sempre più “subliminali” (non nel senso proprio, ma come passaggio di comunicazione “sottostante”).

I telegiornali, ormai sempre più di parte (di qualsiasi parte!) usano tecniche semplici (se le conosci) ma sofisticate e potenti per indurci a formarci un’idea utile allo scopo che si sono prefissi. I programmi televisivi tendono a spostare verso il fisico (o forse e già un fatto definitivo!) tutta la nostra attenzione, e la “volgarità” diventa spettacolo; “l’esperto”, “l’opinionista” non è più l’intellettuale ma la subrettina o velina di turno; la comicità non è “graffiante” magari scomoda ma utile a riflettere ma diventa sempre più una comicità da “caserma” o da “universitari”, volgare e scontata. I vari programmi tendono sempre più a parlare di altri programmi televisivi o di personaggi televisivi, un mezzo potente diventato sempre più autopoietico (esso stesso determina il proprio dominio di competenza e si automantiene attraverso meccanismi di autocontrollo e di autoalimentazione, ovvero sceglie chi debba far parte del sistema e chi no).

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